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2020 Investment views

Prepariamoci, gli scenari possibili per il 2020 sono contrastanti

11 Novembre 2019
Autori: John StopfordHead of Multi-Asset Income

Principali informazioni

  • Pur trovandoci in un periodo di massima incertezza, siamo chiamati a produrre buoni risultati per i nostri clienti; per questo ci stiamo preparando a ogni evenienza
  • Questo ciclo anomalo si trova in una fase di equilibrio precario. Il consumatore e i mercati del lavoro riusciranno a resistere il tempo necessario affinché l’allentamento della politica monetaria possa dare i suoi frutti? Oppure l’economia crollerà sotto il peso della debolezza del commercio e della produzione, innescando una recessione?
  • Se tutto andrà bene, riteniamo che l’opportunità da cogliere sia quella di una rotazione. In caso contrario, gli investitori dovranno coprire adeguatamente le proprie posizioni; per noi questo significa opzioni, diversificazione e consapevolezza del fatto che i fattori trainanti dell’investimento sono cambiati rispetto al passato. La fine del dominio del dollaro, ad esempio, sarà una tendenza importante da monitorare.

 

Q&A with John Stopford on

Global Multi-Asset Income

Siamo in un periodo di massima incertezza e questo ciclo anomalo è in una fase di equilibrio precario. Due sono i possibili scenari per il 2020: o scivoleremo in una recessione, come temono i mercati obbligazionari, oppure riusciremo ad evitarla, come sperano i mercati azionari. John Stopford invita gli investitori a prendere coraggio e a prepararsi per ogni eventualità.

Q Quali sono le sue prospettive per il 2020?

Siamo in un periodo di massima incertezza e stiamo ancora risentendo dell’irrigidimento della politica monetaria attuato lo scorso anno. Questa grande incertezza, che influisce sulle decisioni di investimento e di spesa, è legata a eventi come la guerra commerciale sino-statunitense, la Brexit, le sommosse a Hong Kong, ecc. Alcuni di questi elementi di disturbo stanno comunque mostrando qualche segnale di miglioramento a margine, senza poi contare il significativo allentamento della politica monetaria.

L’incognita ora è se i consumatori, i servizi e il mercato del lavoro saranno in grado di resistere tanto a lungo da consentire all’allentamento della politica monetaria e alle dinamiche più positive di dare i loro frutti, o se l’economia sta invece già collassando sotto il peso dell’indebolimento della produzione, del commercio e degli investimenti, e si sta già avviando verso una recessione.

Q Dunque abbiamo segnali negativi sul fronte della produzione ma segnali positivi nei settori del consumo e del lavoro?

Questo è stato un ciclo interessante e, a nostro avviso, il mercato del lavoro è correlato all’andamento delle imprese: se le imprese entrano in crisi non assumono, riducono il personale, i salari e così via. Il mercato del lavoro si sta sicuramente piegando e indebolendo, ma non evidenzia ancora segni di rottura. Se si dimostrerà resiliente, penso che le dinamiche più positive in atto possano dare i loro frutti. Ma l’equilibrio è precario. Più di metà degli indicatori che tendono ad anticipare le variazioni nel tasso di disoccupazione appaiono piuttosto deboli e inquietanti, ma non in maniera irrimediabile, e un paio di loro evidenziano ancora una certa solidità.

Siamo in bilico. Auspicabilmente eviteremo di scivolare in una recessione ma siamo comunque in un momento di massima incertezza. Anche se ci vorranno alcuni mesi prima che il quadro si faccia più chiaro, il mercato azionario appare ottimista mentre il mercato obbligazionario è mosso da sentimenti contrari.

Q Quali rischi e opportunità intravede per il 2020?

Se tutto andrà bene, l’opportunità da cogliere sarà quella di una rotazione. Quello attuale è un ciclo anomalo. Di norma i cicli più recenti sono stati trainati dall’economia statunitense, seguita da Europa e Asia. Questa volta, dal momento che l’epicentro della crisi risiede nei settori della produzione e del commercio (sostanzialmente gli assi nella manica di Europa e Asia), se arrivassimo a un punto di inflessione sarebbero proprio queste economie e questi settori a registrare buoni risultati.

Dunque se evitiamo una recessione, con un “atterraggio morbido” e una conseguente ripresa, esiste l’opportunità di un repricing degli asset più ciclici, degli asset non statunitensi, forse in parte anche dei titoli finanziari, perché in un simile contesto si inizieranno probabilmente a riconsiderare le aspettative in termini di prezzo e la politica monetaria, pertanto i rendimenti obbligazionari registreranno un rialzo e le curve dei rendimenti potranno irripidirsi leggermente. Questo semplicemente perché il mercato obbligazionario sta cercando di capire se la Fed continua a tagliare i tassi portandoli magari a zero perché l'economia è estremamente fragile o in fase di indebolimento, oppure solo in via preventiva. La Fed ha tagliato i tassi per tre volte e potrebbe infatti trattarsi di una sorta di “assicurazione” tipica delle fasi medie/finali del ciclo, che potrà essere interrotta in caso di “atterraggio morbido” e ripresa dell’economia.

Q Dunque come dobbiamo prepararci per questi scenari 2020 contrastanti?

Cerchiamo di prepararci a questi due scenari in maniera diversa.

Una possibilità per coprire le posizioni è rappresentata dalle opzioni, che offrono una remunerazione asimmetrica e consentono di partecipare in una direzione ma non nell’altra, dunque in caso di rialzo e non di ribasso. Chiaramente hanno un costo, che tuttavia oggi non è elevato. Considerando il livello di incertezza, il prezzo delle opzioni, soprattutto sul mercato azionario, ci sembra conveniente.

È inoltre opportuno diversificare correttamente. Bisogna assicurarsi che il livello di rischio assunto non sia eccessivo ma che sia inferiore alla norma; ritengo inoltre che si debbano ricercare opportunità sui mercati che già scontano eventi negativi, ad esempio alcuni tra i segmenti più ciclici del mercato, l’azionario non statunitense, potenzialmente anche i titoli finanziari. Probabilmente queste opportunità si trovano più in ambito azionario che in altri segmenti legati alla crescita come il credito. Anche in caso di prolungamento del ciclo, siamo in una fase troppo avanzata per lasciarci entusiasmare da segmenti come l’high yield.

Una seconda possibilità è che inizi ad emergere un cambiamento per quanto riguarda il dollaro. Gli Stati Uniti hanno sovraperformato ripetutamente e la Fed è stata una delle poche banche centrali che ha potuto irrigidire la propria politica, ma questa eccezionalità inizia ora a venire meno. Gli USA si stanno indebolendo rispetto al resto del mondo, soprattutto in caso di “atterraggio morbido”, e la Fed sta allentando la politica in maniera più aggressiva rispetto ad altre banche centrali che hanno meno margine d’azione. Dunque, anche se non stiamo parlando di una debolezza significativa, a mio avviso quella solidità persistente del dollaro che aveva rappresentato un problema per il resto del mondo sta mostrando segni di cedimento.

 

Gli investimenti comportano il rischio di perdita di capitale.

John Stopford
John Stopford Head of Multi-Asset Income

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Questo contenuto è a solo scopo informativo e non deve essere interpretato come un'offerta, o sollecitazione di un'offerta, per acquistare o vendere titoli. Tutte le opinioni espresse in merito ai mercati, ai titoli o alle società riflettono le opinioni personali del singolo gestore del fondo (o del team) nominato. Tutte le opinioni ivi riportate sono da ritenersi oneste, ma non costituiscono alcuna garanzia. Investec Asset Management, nel normale svolgimento della sua attività di gestore internazionale degli investimenti, può già detenere o intende acquistare o vendere le azioni menzionate per conto dei suoi clienti. Le informazioni o i pareri forniti non devono essere considerati come consigli specifici in merito a qualsiasi decisione di investimento. Questo contenuto può contenere dichiarazioni su eventi futuri attesi o previsti e risultati finanziari che sono di natura previsionale e, di conseguenza, sono soggetti a determinati rischi e incertezze, quali le condizioni economiche, di mercato e commerciali generali, nuove leggi e atti normativi, fattori e condizioni economiche generali e concorrenziali e il verificarsi di eventi imprevisti. I risultati effettivi possono differire materialmente da quelli dichiarati nel presente documento.
Tutti i diritti riservati. Pubblicato da Investec Asset Management, novembre 2019.

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