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2020 Investment views

Nel 2020 è ormai tempo di ripresa per i titoli value

11 Novembre 2019
Autori: Steve WoolleyPortfolio Manager

Principali informazioni

  • Continua a persistere un’estrema avversione per i titoli value, che interessa diversi settori, regioni e società specifiche
  • Alcune delle società in cui investiamo evidenziano tuttavia buone opportunità di ripresa
  • Per il 2020 e oltre, ravvisiamo molto valore nei settori e nelle regioni a cui siamo esposti e siamo convinti che esista un ulteriore potenziale di rialzo.
  • Riteniamo che i rischi principali siano legati alle valutazioni di mercato complessive (e quindi allo share price), in particolare nel mercato statunitense, e individuiamo un maggior numero di opportunità in altre regioni come i mercati emergenti, il Regno Unito, l’Europa e il Giappone.
  • In un orizzonte di lungo periodo, reputiamo affidabili le nostre tematiche di portafoglio principali e riteniamo di aver selezionato titoli che saranno in grado di superare le proprie difficoltà, indipendentemente dalla volatilità macroeconomica di breve periodo.

 

Q&A with Steve Woolley on

Global Value

Continua a persistere un’estrema avversione per i titoli value, che interessa diversi settori e regioni. Steve Woolley ci spiega il perché di questo sentiment, e che se dovesse continuare, potrebbe far perdere un’opportunità agli investitori nel 2020 e oltre.

Q Cosa accadrà ai titoli value nel 2020?

Ad oggi la situazione di diverse società in cui investiamo ha iniziato a migliorare, in termini di share price, prospettive di utili o entrambe le cose. Continuiamo a ravvisare molto valore nei settori e nelle regioni a cui i nostri portafogli sono esposti e riteniamo che i titoli che deteniamo abbiano ulteriore potenziale di rialzo per il 2020 e oltre.

Q Com’è stato il 2019 per i vostri portafogli?

Se facciamo partire l’orologio all’inizio dell’anno e lo fermiamo in questo istante, il 2019 sembra aver prodotto esiti positivi; tuttavia nell’arco del periodo ci sono state numerose turbolenze. Alcuni dei nostri investimenti si sono rivelati remunerativi, altri non hanno sortito i risultati sperati. Per quanto attiene ai portafogli Global Value, siamo ancora in generale posizionati in modo tale da poter beneficiare degli stessi temi, settori e opportunità. Nel corso del 2019 abbiamo tuttavia notato un’estrema avversione per i titoli value in generale, soprattutto in alcuni dei settori e delle regioni principali cui siamo esposti.

Q Perché, a suo avviso, continua a persistere questa estrema avversione?

I titoli value hanno avuto un andamento estremamente altalenante nell’ultimo periodo. Basta davvero poco per farsi sfuggire un’opportunità. Nel 2019 le nostre strategie hanno recuperato un anno di sottoperformance nell’arco di una sola settimana. L’inversione di rotta può avvenire molto velocemente, soprattutto nei settori e nelle regioni più sensibili al ciclo economico e, ancor di più, in alcune specifiche società. Alcune delle nostre partecipazioni in portafoglio hanno recuperato il 60-70% nell’arco di un paio di mesi, sulla scia di notizie nemmeno tanto eclatanti. In un orizzonte di lungo periodo riteniamo che i nostri temi tenderanno a dare buoni frutti ma nel breve periodo la potenziale volatilità può scoraggiare alcuni investitori.

Q Dove individua rischi e opportunità per il 2020?

Vi saranno dei rischi a livello di valutazioni, soprattutto nel mercato statunitense. Nei nostri portafogli Global Value abbiamo assunto un posizionamento sottopesato sugli USA pur avendo individuato alcune opportunità interessanti nel paese, che abbiamo inserito nel nostro portafoglio concentrato composto da 40 titoli. Abbiamo individuato invece un maggior numero di opportunità altrove, in regioni come i mercati emergenti, il Regno Unito (in particolare i titoli domestici che sono stati penalizzati negli ultimi anni), l’Europa e il Giappone, da qualche tempo molto conveniente per gli investitori value.

In termini di share price, siamo esposti alla volatilità a breve termine e al contesto economico generale, e non possiamo negare che il value, come stile o fattore, tende a presentare una correlazione elevata con altri elementi come l’inflazione, i tassi di interesse e la crescita economica nel corso del ciclo. Tuttavia, in un’ottica di lungo periodo, riteniamo che il nostro portafoglio sia composto da titoli in grado di superare autonomamente le proprie difficoltà, indipendentemente dall’andamento di queste variabili macroeconomiche nel breve periodo.

Q In che modo questo influirà sul posizionamento del portafoglio?

Essendo investitori di lungo periodo non passiamo con estrema rapidità da una tematica all’altra, ma abbiamo posizionato il nostro portafoglio in modo tale da beneficiare di alcune delle aree di opportunità che abbiamo descritto, ad esempio i titoli domestici del Regno Unito, soprattutto banche e fornitori di materiali edili; i titoli dei mercati emergenti, su cui siamo sovrappesati in regioni come Corea del Sud, Turchia, Medio Oriente; deteniamo inoltre un paio di titoli giapponesi interessanti. Siamo sottopesati sugli Stati Uniti: pur essendo investitori bottom-up, da una prospettiva top-down si tratta di un mercato chiaramente costoso nel quale ravvisiamo un minor numero di opportunità rispetto ad altrove, e abbiamo quindi posizionato il portafoglio di conseguenza.

Il risultato è un portafoglio di titoli molto economici in base alla nostra valutazione del fair value, con un potenziale di rialzo medio superiore al 50%, un dato migliore rispetto al passato. È un portafoglio quindi molto conveniente, senza aver beneficiato negli ultimi anni del supporto del vento in poppa.

Q Individua ancora alcune sacche di valore, considerando il prolungamento del ciclo rialzista?

Se il mercato nel suo complesso dovesse evidenziare una rivalutazione pari ad esempio a 20 volte gli utili non possiamo negare che il segmento value del mercato potrebbe risentire di una certa pressione nelle fasi ribassiste. Siamo però fondamentalmente investitori absolute. Cerchiamo di acquistare le società con un obiettivo di rendimento del 10% sul capitale originariamente investito. Pertanto: (a) cercheremo di realizzare una sovraperformance nei mercati ribassisti; e (b) cercheremo di realizzare una buona performance in termini assoluti e nell’arco degli orizzonti di lungo periodo in cui deteniamo i titoli.

Non siamo immuni ai mercati ribassisti e non possiamo certo affermare che in tali scenari non ci sarà alcuna volatilità a breve termine e che non saranno registrate perdite di breve periodo. Siamo tuttavia fondamentalmente investitori absolute e ci teniamo alla larga dalle aree del mercato più costose. Per questo siamo sottopesati su settori come quello tecnologico, sanitario e dei beni di consumo di base.

 

Gli investimenti comportano il rischio di perdita di capitale.

Steve Woolley
Steve Woolley Portfolio Manager

Informazioni importanti

Questo contenuto è a solo scopo informativo e non deve essere interpretato come un'offerta, o sollecitazione di un'offerta, per acquistare o vendere titoli. Tutte le opinioni espresse in merito ai mercati, ai titoli o alle società riflettono le opinioni personali del singolo gestore del fondo (o del team) nominato. Tutte le opinioni ivi riportate sono da ritenersi oneste, ma non costituiscono alcuna garanzia. Investec Asset Management, nel normale svolgimento della sua attività di gestore internazionale degli investimenti, può già detenere o intende acquistare o vendere le azioni menzionate per conto dei suoi clienti. Le informazioni o i pareri forniti non devono essere considerati come consigli specifici in merito a qualsiasi decisione di investimento. Questo contenuto può contenere dichiarazioni su eventi futuri attesi o previsti e risultati finanziari che sono di natura previsionale e, di conseguenza, sono soggetti a determinati rischi e incertezze, quali le condizioni economiche, di mercato e commerciali generali, nuove leggi e atti normativi, fattori e condizioni economiche generali e concorrenziali e il verificarsi di eventi imprevisti. I risultati effettivi possono differire materialmente da quelli dichiarati nel presente documento.
Tutti i diritti riservati. Pubblicato da Investec Asset Management, novembre 2019.

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